Paolo Andreani

Volo Andreani, i fratelli Gerli, 1784

Moneta di Paolo Andreani

Villa Sormani-Andreani, Moncucco, frazione di Brugherio. Benché il giardino sia stato profondamente ridimensionato per l’espansione edilizia in seguito al boom economico, è da questo giardino che Paolo Andreani effettuò il volo in mongolfiera nel 1784.

Il conte Paolo Andreani nacque a Milano il 27 maggio del 1763 da Giovanni Pietro Paolo Andreani (1705-1772) e da Clementina Sormani (1733-1763). Personaggio complesso e irrequieto, spaziò i suoi interessi dalla poesia (a 15 anni fu membro dell’Accademia letteraria dell’Arcadia) a quelli scientifici. Presto prevalsero questi ultimi sui primi, e l’intraprendente giovine iniziò a fare i suoi sperimenti nella Villa Sormani di Moncucco, oggi frazione di Brugherio, comprata nel 1779 dal fratello Gian Mario come villa di residenza estiva.

Rimasto colpito dall’impresa dei fratelli Montgolfier, Paolo Andreani si propose anch’egli di ripetere l’esperimento sul suolo italiano. Avvalendosi della collaborazione dei fratelli Gerli, abili costruttori ed ingegneri, il ventenne Paolo Andreani tentò un primo volo nell’appena acquistata Villa di Moncucco il 25 febbraio del 1784, elevandosi dal suolo per qualche decina di metri. La mongolfiera realizzata dai fratelli Gerli fu progettata nei minimi dettagli:

La mongolfiera, realizzata nell’arco di soli 24 giorni, misurava circa 23 metri di diametro (33 braccia milanesi), ed era dotata di un involucro perfettamente sferico in tela rivestito all’interno di carta e racchiuso in una rete alla quale era appesa una navicella di vimini. Il braciere per il riscaldamento dell’aria all’interno dell’involucro utilizzava come combustibile legno di betulla ed una mistura di alcol, trementina ed altri ingredienti

(Agostino Gerli, Relazione della macchina aerostatica contenente uomini fatta innalzare per la prima volta in Italia nel giardino della Villa Andreani in Moncucco, in Opuscoli di Agostino Gerli, Stamperia Reale, Parma 1784)

Visto il buon esito dell’esperimento, l’Andreani annunciò pubblicamente che avrebbe effettuato un esperimento pubblico nella sua residenza estiva di Moncucco, in data 13 marzo. L’Andreani approfittò della presenza in città dell’imperatore Giuseppe II, che ricevette l’invito da parte del giovane nobiluomo. L’imperatore, però, preferì declinare l’invito, ritenendo che fosse sconveniente per un monarca assistere al suicidio di un proprio suddito; per ciò, a detta di Pietro Verri, incaricò il Conte di Wilzeck di corrompere i fratelli Gerli con una forte somma di denaro, perché non aiutassero l’imprudente conte nel volo.

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L’improvvisa defezione non scoraggiò Paolo, tanto che decise di sostituire i due ingegneri con due contadini brugheresi, Giuseppe Rossi e Gaetano Barzago, fatti ubriacare per superare il terrore di ascendere al cielo. Davanti ad una folla eterogenea (da gente del luogo ad aristocratici curiosi; da intellettuali del calibro di Pietro Verri al parroco e memorialista di Brugherio, Don Paolo Antonio De Petro), il conte Andreani ascese a quota 1537 metri d’altezza, percorrendo ben sei chilometri fino alla Cascina Seregna di Caponago. Il poco più che ventenne conte ottenne un trionfo degno di un eroe: il 28 marzo fu oggetto di una standing ovation al Teatro La Scala di Milano, mentre poeti e cronachisti vari inneggiarono alla sua prodezza: Giuseppe Parini gli dedicò i due sonetti Per la salita fatta fin oltre le nubi col globo di Mongolfier e per felice ritorno dell’intrepidissimo signor Don Paolo Andreani nobile milanese e per la macchina aerostatica, mentre il canonico e scienziato Carlo Castelli ricordò così quel fausto giorno:

Spettacolo più grande non erasi presentato allo sguardo di veruno degli innumerabili spettatori, né sensazione maggiore aveva provato il più di loro. Mirare una mole vasta al pari d’un ampio palazzo […] galleggiare, fendere dolcissima il lieve aere, senza che ondeggiamento mostrasse, o moto alcuno […] era portento da fermare, da scotere qualunque cuore il meno sensibile a siffatte impressioni.

(Carlo Castelli, Il viaggio aereo dell’illustre Cavaliere Milanese Don Paolo Andreani esposto dal Canonico Carlo Castelli in una lettera diretta al Sig. Faujas de Saint Fod celebre istorico delle esperienze ariostatiche, in P. Magionami, Quei temerari sulle macchine volanti. Piccola storia del volo e dei suoi avventurosi interpreti, Spinger Science & Business Media, 2010, p. 92)

MongolfieraMongolfieraCon tono altrettanto aulico, il Parroco Don Antonio De Petro (1778-1819) rimarcava non soltanto la grandiosità dell’evento, ma anche la magnificenza del banchetto preparato da Gian Mario Andreani per gli ospiti accorsi per vedere la prodezza del fratello:

Il giardino di Moncucco sarà ognora celebre per il felice aerostatico volo che primo in Italia Paolo Andreani fratello del conte Gianmario e cavaliere per i suoi rari talenti, per le estese sue cognizioni e per le amabili di lui maniere assai conosciute e caro a tutta Europa ed altre vaste regioni fuori di essa ch’egli visità con profitto. Il suo volo unito al concorso se straordinario di ogni genere di persone, ed allo squisito trattamento di ogni maniera di rinfreschi con ottimo ordine fatti distribuire dal padrone di casa formarono un sì compito e raro spettacolo che viva ne rimarrà sempre la memoria.

(Don Antonio De Petro, Dalla trascrizione anonima di un manoscritto del Parroco Don Paolo Antonio De Petri del 1794″, conservato presso l’Archivio Parrocchiale di S.Bartolomeo a Brugherio)